Luigi Cascioli

Ateismo attacca cristianesimo con una denuncia contro la Chiesa Cattolica sostenitrice di un'impostura costruita su falsi documenti, quali la Bibbia ed i Vangeli, e imposta con la violenza dell'inquisizione e il plagio ottenuto con l'esorcismo, il satanismo e altre superstizioni.

Leggi in: Italiano - English - Français - Español

Argomenti

Barbaglia

Barbaglia

Chi è Barbaglia? Barbaglia è il primo prete che, nella qualifica di professore presso il grande seminario di Novara, si è fatto pubblicamente avanti per confutare, con un libricino intitolato “ La Favola di Cascioli”, le prove portate dal Perito Agrario Luigi Cascioli sulla non esistenza storica di Gesù nel suo libro “ La Favola di Cristo”. Questo prete, il cui nome Barbaglia nei suoi componenti Bar e Baglia esprime una predestinazione a divenire il difensore di grandi personaggi biblici, quali Bar Giona e Bar Joseph, usando la ben conosciuta ironia pretina tendente a denigrare gli avversari attraverso l’insulto, secondo il sistema ereditato dai grandi Padri della Chiesa, quali Eusebio di Cesarea che lo mise in atto contro gli Ebioniti e quel “magister asinorum” di Agostino l’Africano contro gli eretici, dopo aver difeso le sue verità con argomenti così insulsi da far dire, a quanti li hanno letti, che sarebbe stato molto meglio, per lui e per la Chiesa, se fosse stato zitto, alla fine si decide a confutare una di quelle che sono le prove maggiori contro l’esistenza di Cristo, quale quella tratta da Giuseppe Flavio nella quale si dice che Giacomo e Simone Pietro, crocifissi sotto Tiberio Alessandro nel 44, erano in realtà dei rivoluzionari figli di Giuda il Galileo, concludendo: “In sintesi, la «prova inconfutabile» di Luigi Cascioli consistente nell’annullare la figura storica di Giacomo, figlio di Zebedeo e di Simone identificandoli con i due figli di Giuda il Galileo si è mostrata con ampia documentazione (ma è solo un assaggio dell’esistente presso gli studi accademici del settore) che si tratta di una fantasia allo stato puro!

Forse la nostalgia dell’agronomo e dei campi l’ha portato ad immaginare una specie di rivolta contadina da parte di quegli «esseno-zeloti» che Cascioli ama e detesta. Ma fare storia significa un’altra cosa”.(Pg.34).

Esaminiamo gli errori contenuti in questa frase per renderci conto di chi può essere culturalmente un professore in teontologia:

“In sintesi la «prova inconfutabile» di Luigi Cascioli consistente nell’annullare la figura storica di Giacomo, figlio di Zebedeo e di Simone identificandoli con i due figli di giuda il Galileo si è mostrata con ampia documentazione che si tratta di una fantasia allo stato puro!”.

Mancando la virgola dopo Zebedeo, risulta che Giacomo è anche figlio di Simone.

Poiché le persone a cui la frase si riferisce sono due, Giacomo e Simone, la parola “figura” alle quali si riferisce va messa al plurale e non al singolare.

Poiché l’identificazione è relativa alle figure va scritta al femminile e non al maschile con “identificandoli”.

Un qualsiasi studente di agraria avrebbe scritto: “In sintesi, la «prova inconfutabile» di Luigi Cascioli (virgola), consistente nell’annullare le figure storiche (plurale) di Giacomo (virgola), figlio di Zebbedeo, e di Simone (virgola), identificandole (femminile) con il figlio di Giuda il Galileo (virgola), si è mostrata (si è dimostrato) con ampia documentazione che si tratta di una fantasia allo stato puro!
(Cosa c’entra l’esclamativo?).

Pensi di più alla sintassi e meno alle nostalgie degli agronomi, prete Bar Baglia, e sia più coerente nelle conclusioni perché dicendo che “la storia della Chiesa non si basa sulla storiella dell’angelo che libera Pietro, ma sul prodigio operato da Dio liberando l’apostolo” (pag. 34, nota 126) non fa che confermare che le sue verità non sono storiche ma
si reggono sui sogni e le visioni come nel caso, tanto per citarne uno, della nascita di Cristo riportato da quel testimone dichiarato oculare al
quale nei vostri documenti è stato dato il nome di Matteo:

1) Mentre Giuseppe stava pensando di ripudiare Maria perché era rimasta incinta senza che lui si fosse accoppiato a lei, un angelo del Signore (è sempre lo stesso che liberò Simone dalle catene?) apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: «Stai tranquillo Giuseppe, non sei cornuto come pensi, perché la tua sposa non è stata fecondata da un uomo ma dallo Spirito Santo».

2) “Un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: «Alzati Giuseppe, prendi con te il bambino e sua madre e fuggi in Egitto perché Erode sta cercando il bambino per ucciderlo»”.

3) Un angelo apparve in sogno ai re magi e gli disse: «Non tornate da Erode», ed essi presero un’altra strada.

4) “Morto Erode, un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: «Alzati Giuseppe, prendi con te il bambino e sua madre e lascia l’Egitto. Puoi ritornare in Israele perché sono morti coloro che insidiavano la vita del bambino»”.

5) “Durante il viaggio di ritorno in Palestina, un angelo apparve in sogno a Giuseppe e gli disse di non andare più in Giudea perché il figlio di Erode, Archelao, era cattivo come il padre e Giuseppe, fermatosi in Galilea, andò ad abitare in una città che si chiamava Nazareth, perché si adempisse ciò che era stato detto dai profeti: «Sarà chiamato Nazareno».

È questo che lei, prete Barbaglia, intende per vera storia? È questa la storia che lei sostiene? La storia basata sui sogni che le permette di arrogarsi il diritto di usare il termine agronomo come un titolo che esclude la possibilità di distinguere il vero dal falso, quel vero che lei nella sua eccelsa qualifica di teotontologo si rifiuterà sempre di accettare?

Basterebbe che voi preti aveste un decimo delle cognizioni scientifiche che ha un Perito Agrario per vergognarvi delle bestialità che ci sono nei vostri libri, quali il creazionismo e il dogma che vi porta a sostenere che Cristo e la Madonna, saliti con i loro corpi in un mondo da voi stessi dichiarato trascendentale, possano sedere accanto a Dio vestiti all’orientale, in quel mondo, chiamato Paradiso, nel quale ora ci avete infilato i santi feti e i santissimi embrioni, liberandoli dal limbo.

La smetta, prete Bar Baglia, di fare il teotontologo e si dia all’agricoltura, ma a quella vera, quella seria che esclude dalle sue colture la varietà delle pedofilacee che abbonda nei giardini della vostra immoralità e del vostro oscurantismo. La smetta, prete Bar Baglia, di seguire i sogni, le visioni ed ogni altra sorta di allucinazioni fideiste che rendono gli uomini degli irriducibili imbecilli.

Tra coloro che per natura sono portati a fare del male, i cattivi e gl’imbecilli, io, prete Bar baglia, preferisco i primi perché qualche volta si riposano!

Pace e bene, nei suoi sogni, prete Bar Baglia!